Legge intercettazioni: i “Trojan” – programmi invisibili – installati su smartphone e computer sono realtà. E funzionano benissimo

Posted on: Aprile 16, 2020

Il provvedimento sulle intercettazioni è Legge

La Camera ha approvato definitivamente e con voto segreto il decreto legge. Ecco le novità

di Serenella Ronda

Caro lettore, se sei arrivato fin qui seguendo un messaggio allarmistico, devi sapere che questo articolo non ha alcun collegamento con quanto hai letto poco prima. Questo è un servizio di cronaca politica del 28 febbraio scorso che riporta correttamente quanto deciso dal Parlamento italiano in materia di intercettazioni. Questo articolo è vero, quello che hai letto prima è falso.

La Camera ha approvato definitivamente e con voto segreto il decreto legge sulle intercettazioni. Con 246 sì e 169 no, il provvedimento è legge. Ma cosa prevede? Norme più rigide a tutela della privacy: sarà il Pm – e poi il Gip – a decidere sulla rilevanza delle intercettazioni; l’utilizzo dei trojan sarà consentito anche per gli ‘incaricato di pubblico servizio’ e fin dentro le mura di casa, ma dovrà essere motivato e giustificato; divieto di pubblicazione degli ‘ascolti’ irrilevanti.

Sono alcune tra le novità introdotte nel decreto intercettazioni il cui testo ha subito diverse modifiche, in un percorso non privo di ostacoli. Non sono mancati momenti di tensione all’interno della maggioranza, con vertici e trattative che hanno portato i giallorossi a trovare solo all’ultimo momento un punto di mediazione.

DIVIETO PUBBLICAZIONE PER INTERCETTAZIONI IRRILEVANTI: giro di vite sulla diffusione delle telefonate. Il decreto introduce una più chiara disciplina del trattamento giuridico a cui vengono sottoposte le intercettazioni cosiddette ‘irrilevanti’, rispetto agli ‘ascolti’ rilevanti. Le intercettazioni irrilevanti sono coperte dal segreto, quindi non saranno mai pubblicabili. Quelle rilevanti, invece, essendo inserite nel fascicolo, saranno pubbliche e quindi possono essere diffuse.

SU RILEVANZA DECIDE PM (E POI GIP): la valutazione sulla rilevanza delle intercettazioni viene rimessa al pubblico ministero e, poi, al giudice per le indagini preliminari. Sarà dunque il pm – e non la polizia giudiziaria come previsto dalla precedente riforma Orlando – a dover selezionare il materiale per stabilire quali siano le intercettazioni di rilievo per le indagini e quelle, invece, irrilevanti.

STRETTA SU PRIVACY: il pubblico ministero dovrà vigilare affinche’ nella trascrizione delle intercettazioni non siano riportate espressioni ‘sensibili’. La norma vale anche per le intercettazioni rilevanti, che dovranno essere depurate dai cosiddetti ‘dati sensibili’.

INTERCETTAZIONI E ‘REATI DIVERSI’: le intercettazioni si potranno utilizzare come prova di reati diversi rispetto a quelli per cui erano state disposte solo se “rilevanti e indispensabili” per l’accertamento del reato. E, comunque, solo per quei reati intercettabili.

TROJAN: è una delle norme che piu’ ha suscitato le critiche delle opposizioni. I captatori informatici sono equiparati alle intercettazioni ambientali e viene introdotto l’obbligo di motivazione ulteriore che ne giustifichi l’utilizzo. Tuttavia, sarà possibile utilizzare i trojan non solo per i reati contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali, ma anche per quelli commessi dagli ‘incaricati di pubblico servizio’, purché si tratti di reati punibili con la reclusione oltre i 5 anni. Inoltre, l’intercettazione attraverso captatore, come avviene nel caso di reati che coinvolgono pubblici ufficiali, potrà avvenire anche dentro le mura di casa.

https://www.agi.it/politica/news/2020-02-28/intercettazioni-legge-novita-7247955/